Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 sono appena iniziate, ma già possiamo dire che potrebbero essere ricordate come una delle edizioni in cui il rapporto mediatico del pubblico con lo sport è cambiato.
Da Roma 1960, prime Olimpiadi televisive a livello globale, passando da Barcellona 1992 con la diffusione satellitare e la regia moderna, fino a Pechino 2008, che ha consolidato l’utilizzo di streaming e social media, i Giochi Olimpici hanno sempre segnato le epoche in cui la tecnologia ha mutato il modo in cui guardiamo lo sport. Milano-Cortina è la prima edizione in cui possiamo quasi “viverle”.
Intelligenza artificiale, droni immersivi e produzione cloud stanno segnando il modo in cui questa edizione invernale viene vista e vissuta, con l’obiettivo dichiarato di rendere il pubblico parte dell’esperienza, anche a distanza.
Tra le innovazioni più spettacolari ci sono i droni FPV (first-person view), capaci di seguire gli atleti lungo piste e discese offrendo immagini dinamiche e ravvicinate. L’idea è far percepire agli spettatori velocità e traiettorie come se fossero in gara, una prospettiva finora mai sperimentata su larga scala.
Accanto alle riprese aeree arriva una nuova generazione di replay basati sull’intelligenza artificiale: sistemi multi-camera e analisi automatizzate consentono replay a 360° quasi istantanei, con dati tecnici — altezza dei salti, velocità o traiettorie — sovrapposti alle immagini. Le performance sportive diventano non solo gesto, ma informazione.

L’IA entrerà anche nel racconto editoriale. Un assistente digitale dedicato ai Giochi fornirà risultati in tempo reale, risposte personalizzate e riassunti automatici delle notizie olimpiche, mentre sistemi di analisi video aiuteranno le redazioni a individuare rapidamente i momenti più significativi da condividere.
Dietro le quinte, la produzione televisiva si sposta sempre più sul cloud: infrastrutture virtualizzate permettono regie remote, meno spostamenti di attrezzature e consumi energetici ridotti, con risparmi significativi in termini di spazio ed elettricità. Un cambio di paradigma che punta anche alla sostenibilità, tema sempre più centrale nei grandi eventi sportivi.
Non mancano segnali simbolici di questa transizione. La torcia olimpica “Essential”, ad esempio, è progettata con materiali riciclati e alimentata da biocarburanti derivati da scarti, mentre una finestra trasparente ne mostra il funzionamento interno: un oggetto iconico che diventa anche racconto tecnologico e ambientale.
Resta però una domanda aperta: quanto la tecnologia arricchisce lo sport e quanto rischia di trasformarlo in spettacolo iper-mediato? Milano-Cortina 2026 potrebbe segnare un equilibrio nuovo, in cui dati, immagini immersive e intelligenza artificiale non sostituiscono l’emozione sportiva, ma la amplificano.
Redazione