Immaginiamo di ricevere un invito a discutere del nostro futuro, di prepararci e di raccontare come vorremmo viverlo a chi ci ha convocati. La mattina dopo sarebbe ragionevole domandarsi quale uso verrà fatto di ciò che abbiamo detto, soprattutto se a invitarci è stato qualcuno che può prendere decisioni. È in quel momento che la partecipazione acquista un significato. Ascoltare una persona comporta la possibilità di dover cambiare idea; ascoltarla pubblicamente aggiunge la scomodità che quella persona se ne ricordi.
Questa scomodità merita di essere cercata. La proposta più interessante di CIVITEK Festival, dal 23 al 25 ottobre 2026 al Centro Fiere «La Cattedrale» di Pistoia, è dare alle discussioni una destinazione riconoscibile. Sabato 24, dalle 9 alle 13, quattro Ecosistemi riuniranno i partecipanti attorno a questioni che riguardano l’educazione e la vita digitale delle nuove generazioni. Le idee emerse contribuiranno al Manifesto delle Politiche Giovanili: una prima bozza sarà presentata sabato, la versione conclusiva domenica alle 12, alla presenza del sindaco Giovanni Capecchi. Chi partecipa potrà dunque conoscere ciò che il confronto ha prodotto e valutare le proposte rivolte alla città.
È un modo di mettere alla prova le formule che usiamo quando parliamo di tecnologia. «Pensiero critico», per esempio, suscita un consenso pressoché perfetto. Appena un insegnante chiede come valutare un compito svolto con l’IA, quell’accordo diventa assai più laborioso. Occorre stabilire quale attività abbia svolto lo studente, che cosa avrebbe dovuto imparare, quale uso dello strumento lo abbia aiutato. Ogni tavolo comprenderà dodici studenti; i posti restanti saranno occupati da persone selezionate da Civico569 e già iscritte. I gruppi sono quasi al completo e la partecipazione agli Ecosistemi è riservata a questa composizione. La discussione potrà partire anche da questo genere di conoscenza.
Il primo Ecosistema, Educare, affronterà con Francesco D’Isa, filosofo, scrittore e artista digitale, il modo in cui l’intelligenza artificiale cambia lo studio e l’accesso alla conoscenza. Il tema interessa chi insegna quanto chi apprende: una risposta pronta modifica il lavoro necessario a produrre un elaborato, mentre la comprensione di quella risposta richiede ancora capacità di giudizio.

La discussione può cominciare da un compito, ma riguarda un’idea di educazione. Se chiediamo a uno studente di spiegare come è arrivato a una conclusione, gli chiediamo anche di riconoscere ciò che sa e ciò che ha delegato. A sua volta, un insegnante deve poter discutere gli obiettivi che assegna a quell’esercizio. Portare queste prospettive al tavolo significa esaminare l’uso dell’IA dentro una relazione educativa, dove un metodo viene valutato per ciò che permette di imparare.
Il rapporto fra tecnologia e persone prosegue in Prendersi cura, con Giovanni Siena, psicologo clinico, vicepresidente e tra i fondatori di Di.Te. Qui l’attenzione sarà sul benessere delle nuove generazioni, sulle fragilità e sulle relazioni nell’adolescenza. Una preoccupazione familiare per il tempo trascorso online contiene spesso informazioni diverse: il genitore osserva un comportamento, il ragazzo conosce ciò che cerca in quelle ore. Capire il rapporto con lo schermo richiede di ascoltare entrambe le esperienze, e di considerare le condizioni in cui si svolge la giornata.
È anche il punto in cui una questione apparentemente individuale interessa la comunità. Le occasioni di incontrarsi, la possibilità di chiedere aiuto, le persone disponibili ad accompagnare una difficoltà contribuiscono al benessere. Per una famiglia o per chi lavora con gli adolescenti, il valore del tavolo sta nella possibilità di confrontare ciò che vede quotidianamente con altri punti di osservazione. Il tema previsto è costruire un rapporto più consapevole con la tecnologia e con le persone: le due cose, nella vita di un ragazzo, si influenzano.
L’Ecosistema Partecipare sposta il confronto sul modo in cui ci informiamo e prendiamo parola nello spazio pubblico. Con Giordano Gasperini, divulgatore politico e creator, e Silvia Boccardi, giornalista, videoreporter e producer, si discuterà di algoritmi e disinformazione, affrontando anche la polarizzazione. Una piattaforma offre strumenti per esprimere un’opinione e decide le condizioni attraverso cui quell’opinione raggiunge gli altri. Per chi la usa, partecipare implica quindi conoscere qualcosa delle regole del servizio e del modo in cui seleziona le informazioni.

Questa conoscenza riguarda anche il lettore attento, quello che controlla le fonti e sa di dover verificare una notizia. La correttezza di un contenuto è una questione; il motivo per cui proprio quel contenuto gli viene proposto è un’altra. La selezione contribuisce a formare l’idea che ciascuno si fa della realtà e di ciò che gli altri pensano. Il tavolo permetterà di discutere queste condizioni insieme alle nuove forme di cittadinanza digitale.
Costruire il futuro affronterà la collaborazione fra giovani, istituzioni, imprese e terzo settore. A moderare saranno Francesca Farolfi, presidente di Confcooperative Federsolidarietà Toscana, e Stefano Alemanno, pedagogista. Il tema è l’innovazione sociale: come trasformare idee e partecipazione in proposte per il territorio. Un ruolo centrale nel confronto avranno le voci delle istituzioni: Bernard Dika, sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana; Claudia Berti, assessora all’Ambiente, alle Politiche Giovanili, alla Cultura, alle Politiche abitative e all’Osservatorio della pace del Comune di Capannori; Elena Sinimberghi, assessora alle Politiche Giovanili e Pari Opportunità, alle Politiche del Personale e al Diritto all’Istruzione e Formazione del Comune di Pistoia. Le loro deleghe riguardano molte delle condizioni di cui si discuterà: il confronto potrà così coinvolgere direttamente chi ha responsabilità nelle politiche pubbliche.

I quattro Ecosistemi affrontano aspetti che nella vita quotidiana si presentano insieme. La difficoltà di uno studente può riguardare il suo benessere; il modo in cui si informa può influenzare ciò che chiede alla propria città. La restituzione di sabato, dalle 12 alle 13, metterà in comune le idee e le proposte, accompagnata dalla Visual Map Live di Yobi Scribes, e presenterà la prima bozza del Manifesto delle Politiche Giovanili. Il documento sarà poi finalizzato per la presentazione di domenica.
I tavoli lavoreranno dunque con i gruppi già individuati, mentre la restituzione delle idee permetterà di conoscere ciò che avranno elaborato. Domenica alle 12, durante la presentazione del Manifesto con il sindaco, si potranno esaminare le proposte nate da quei contributi. Sarà il momento di tornare alla domanda da cui siamo partiti: che uso verrà fatto di ciò che abbiamo detto? Stavolta ci sarà un documento sul quale indicare il punto esatto.
Ci si può iscrivere gratuitamente all’evento su Eventbrite.
Redazione